Accordo storico per la più grande zona di libero scambio in Africa

TFTA
Dopo oltre cinquant’anni di dibattiti e cinque anni di negoziati, i leader di 26 Paesi africani hanno firmato a Sharm El Sheikh l’accordo per la creazione di una Zona di Libero Scambio Tripartita (TFTA – Tripartite Free Trade Area), che per il momento riguarderà metà del continente africano.
L’accordo integra le tre aree di libero scambio già esistenti – il Mercato comune dell’Africa Orientale e meridionale (Comesa), la Comunità dell’Africa Orientale (Eac) e la Comunità per lo sviluppo dell’Africa meridionale (Sadc) – e diventerà il più grande mercato unificato del continente. Ma si tratta solo di una tappa di un lungo cammino verso l’integrazione economica dei 54 paesi che compongono l’Africa e che viaggiano a livelli di sviluppo molto diversi. L’operazione dovrebbe infatti aprire la strada nel 2017 ad un’area di libero scambio per tutta l’Africa, comprendente circa un miliardo di persone.
Il TFTA coprirà un’area che va dal Cairo a Capetown e rappresenterà il 60% del Pil del continente africano (oltre 1.000 miliardi di dollari pari a 900 miliardi di euro), il 57% della sua popolazione (circa 625 milioni di persone), con un peso pari al 2% degli scambi commerciali globali.
Africa_TFTA
Il Tripartite Free Trade Area è costituito da tre pilastri chiave: integrazione del mercato, sviluppo infrastrutturale e sviluppo industriale. L’accordo punta a creare nell’immediato zone di libero scambio per le merci, rimuovendo tariffe doganali e barriere non tariffarie e favorendo la libera circolazione degli imprenditori, per poi procedere alla liberalizzazione dei servizi e a incentivi per gli investimenti.
“Ciò che stiamo facendo oggi rappresenta un passo importante nella storia dell’integrazione regionale dell’Africa”, ha affermato il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi in apertura del vertice. Dal canto suo, il presidente della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, ha affermato che il patto consentirà all’Africa di “compiere enormi progressi e a tutti i continenti di andare avanti”.
I tre blocchi regionali Comesa, Eac e Sadc riuniscono Paesi molto poveri e ricchi o ad alto potenziale di crescita (tra cui Sudafrica, Egitto, Angola, Ruanda, Zambia, Etiopia, Eritrea, Kenya e Zimbabwe). L’obiettivo è aumentare gli scambi interni al continente africano: ad oggi, infatti, solo il 12% circa degli scambi commerciali in Africa avviene tra i Paesi del continente, contro il 55% dell’Asia e il 70% dell’Europa. I paesi firmatari dell’accordo scommettono su una crescita tra il 20 e il 30% degli scambi commerciali tra paesi di quest’area. Altro importante obiettivo sarà quello di semplificare procedure e regolamenti per tentare di porre un fine alle difficoltà burocratiche che, causando lentezze esasperanti alle frontiere, finiscono con l’aumentare i costi del commercio.
L’altro obiettivo non secondario dell’accordo è quello di aumentare la quota Africa negli scambi commerciali internazionali – attualmente al 2% – sviluppando le industrie nazionali.
Ovviamente senza un’integrazione infrastrutturale dei trasporti, tutto ciò potrebbe rimanere solo un bel proposito sulla carta, ma passi in avanti – grazie soprattutto agli investimenti cinesi – ci sono stati negli ultimi anni.
Chissà forse non vedremo più quelle immense code di camion ai confini di ogni stato!

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