La scarpa che dalle fattorie della Namibia è arrivata sulle passerelle di New York

La Veldskoene, scarpa progettata originariamente per agricoltori e coloni che dovevano attraversare per ore le impervie e secche terre dell’Africa meridionale, sta diventando sempre più un pezzo immancabile negli armadi degli uomini di tutto il mondo.

Uno dei più iconici produttori di veldskoene (pronuncia “felt-skooneh”), African Leather Creations, produce scarpe da una piccola città sulla costa della Namibia da oltre cinquant’anni. L’azienda ebbe inizio quando Ewald Schier si trasferì dalla Germania in Namibia e aprì una conceria nel 1938. Circondato da fattorie, campi aperti e deserto senza fine, Schier sapeva che i suoi clienti avevano bisogno di una scarpa resistente e confortevole. Schiere scelse di utilizzare la morbida pelle di kudu (un’antilope locale), in quanto materiale flessibile e durevole.

Schier vendette il suo primo paio di “Swakop vellies” nel 1960 e African Leather Creations, che è ancora un’azienda a conduzione familiare, è riuscita a far indossare le sue scarpe non solo più dai farmers della Namibia, ma anche da turisti tedeschi, giovani sudafricani e modaioli di New York City.

Tannery-in-1954

Il nipote di Ewald, Phillip Schier, pensa che la popolarità della veldskoene (l’afrikaans per “le scarpe della boscaglia”) sia anche legata al fatto che i consumatori millenials, hipster e urban outfitters trovano sostenibile la scelta del kudu rispetto ad altri tipi di pelle. I kudu, difatti, fanno parte del ciclo della produzione della selvaggina della Namibia, ovvero vivono su enormi appezzamenti di terra e se ne consuma la carne assolutamente biologica. Quindi, non sono soggetti a discutibili pratiche di allevamento intensivo.

Oggi, lo stabilimento di African Leather Creations impiega una dozzina di persone e produce da 1.500 a 2.000 paia di scarpe al mese ed il prezzo va dai $38 ai $42.

Le Veldskoene sono state a lungo una caratteristica del paesaggio africano. Nel 17° secolo, i coloni europei del Capo di Buona Speranza (l’odierna Cape Town) iniziarono a produrre le scarpe dopo aver visto questo stile di lacci in pelle indossato dagli indigeni KhoiSan del Sud Africa. Col tempo, le scarpe divennero parte dell’identità culturale afrikaner e furono strettamente associate alla vita nel bush africano.

Durante la guerra di liberazione dello Zimbabwe degli anni ’70, gran parte dei combattimenti ebbe luogo nella savana dello Zimbabwe, e le veldskoene divennero la calzatura preferita di molti nell’esercito.

Altro marchio famoso è Brother Velie, che vende le sue veldskoene in un negozio di Brooklyn, ma la differenza è che sono made in Sud Africa, non originali namibiane! Le loro Erongo veldskoene, che prendono il nome dalla regione attorno a Swakopmund, in Namibia, sono più sofisticate in pelle a quadretti, springbok e coccodrillo a coda di rondine, con prezzi che vanno da $ 195 a $ 1,450. Le Brother Vellies hanno persino sfilato alla New York Fashion Week.

Vellies-in-colour

Fonte: http://www.quartzy.com

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