NAMIBIA: Coca Cola, un lusso con la siccità

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Quest’anno sarà difficile trovare la bevanda gassata più consumata al mondo e c’è già chi ne fa incetta nei supermercati di tutta la Namibia.
La Coca-Cola, infatti, ha dichiarato che a causa della siccità, che sta investendo tutta l’Africa meridionale, fermerà la produzione in Namibia di tutte le bevande in lattina e ha avvertito i consumatori di eventuali carenze.
La decisione segue l’ordinanza delle autorità della capitale, Windhoek, che impone per tutte le aziende la riduzione del consumo di acqua del 30%, misura che viene presa in caso di forte riduzione delle riserve idriche della città. Secondo la NamWater – che gestisce l’acqua nel paese – i livelli delle tre dighe che forniscono acqua nelle zone centrali della città erano tra il 4% e il 22% a metà aprile e per giugno saranno presumibilmente a secco. E difficilmente pioverà prima di allora.
Il capo della Coca-Cola in Namibia, Frik Oosthuizen, ha quindi dichiarato che i prodotti in lattina saranno importati dal vicino Sud Africa, ma che la produzione di in bottiglie di vetro, sebbene interrotta nella fabbrica di Windhoek, continuerà nello stabilimento nel nord del paese, nell’impianto di Oshakati. Nella capitale rimarrà attiva la produzione legata alle bottiglia di plastica. La Coca-Cola Bottling Company ha sottolineato che la decisione è stata molto apprezzata dalle autorità locali.
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La situazione determinerà sporadiche carenze su scala nazionale e i proprietari delle shebeen – taverne locali molto alla mano – sono preoccupati. Gran parte della loro modesta attività si basa, infatti, sulla vendita della bibita in lattina per eccellenza e nell’attesa cercano di farne incetta.
Passando all’alcolico, la Namibia Breweries Limited – nota per produrre la richiestissima Windhoek Lager – è anch’essa impegnata nella riduzione del consumo di acqua del 30%, con risultati positivi. Ma non solo, sono allo studio ulteriori investimenti e iniziative per raggiungere il risparmio del 70% entro la fine del mese di luglio 2016.
La Namibia Breweries ha, infatti, investito in due pozzi non collegati alla falda acquifera che fornisce la città ed un impianto di trattamento dell’acqua, con l’obiettivo di diventare autosufficiente per la risorsa acqua.
È il terzo anno con stagioni della pioggia particolarmente povere che hanno determinato afflussi idrici limitati nelle principali dighe nazionali della Namibia. E, purtroppo, non è l’unico paese ad avere problemi: Zimbabwe, Malawi e Mozambico hanno tutti emesso avvisi di siccità negli ultimi mesi e gravi carenze riguardano anche Angola, Botswana, Lesotho, Madagascar e Sudafrica.

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