La vita di un rinoceronte nero all’asta: Lettera di un ranger al cacciatore

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Un membro del Dallas Safari Club – USA – ha speso 350.000 dollari per acquistare all’asta il diritto di abbattere un rinoceronte nero in Namibia. Nel 2012 il governo di questo paese africano ha approvato un provvedimento che consente di uccidere 5 rinoceronti all’anno a scopo conservativo. I rinoceronti sono considerati una specie a rischio di estinzione. Il World Wildlife Fund calcola che in Africa ne sono rimasti meno di 5.000, di cui circa 1.800 in Namibia.

Gli animali che possono essere abbattuti, secondo la versione delle autorità locali, sono anziani, non servono più alla riproduzione, e in molti casi minacciano la sopravvivenza dei più giovani. I fondi raccolti tramite l’asta, secondo gli organizzatori, saranno utilizzati per finanziare «pattugliamenti anti bracconaggio, protezione dell’habitat, ricerca e altre misure cruciali per proteggere la popolazione a rischio dei rinoceronti neri».

La Namibia ha una politica relativamente più efficace di altri paesi nel settore. Secondo Traffic, network di monitoraggio del commercio internazionale di animali selvaggi, dal 2006 a oggi 10 rinoceronti sono stati uccisi sul suo territorio, contro i quasi mille abbattuti in Sudafrica nel solo 2012.

Eppure le proteste non sono mancate e non tutti hanno usato argomenti civili: «Abbiamo ricevuto – denuncia il presidente del Dallas Safari Club, Ben Carter – minacce del tipo: per ogni rinoceronte ucciso, ammazzeremo uno di voi».

Ecco una lettera scritta da un ranger keniano al membro del Dallas Safari Club che si è aggiudicato il permesso. Vi invito a leggerla.

Caro signor Corey Knowlton,

Spero che lei e la sua famiglia stiate bene, alla luce dei recenti sviluppi che riguardano l’asta per la caccia in Namibia del rinoceronte nero.

Mr. Knowlton, ero appena tornato da una pattuglia anti-bracconaggio, quando aprendo Facebook, ho visto la raffica di post e commenti che citano il suo nome. Fino a pochi giorni fa non ho commentato, in quanto sentivo il bisogno di capire meglio questa situazione.

Ho letto molte delle vostre interviste e vorrei iniziare scusandomi per quello che la vostra famiglia deve sopportare in questo momento, so quanto sia importante la famiglia e dovete sentirvi terribilmente minacciati. Prego, quindi, di trasmettere le mie scuse a sua moglie, i suoi figli a nome mio e dei colleghi con cui ho appena trascorso due settimane combattendo contro i bracconieri e i taglialegna illegali.

Signore, sappiate che io e i miei compagni siamo a protezione della vita, non solo perché siamo ranger, ma perché siamo umani. Possiamo utilizzare solo ciò che è sostenibile e in un modo che non porterà recare danni al delicato equilibrio della natura. Questa è il nostro stile, lo stile della vera Africa.

Signore, ho faticato a capire perché SCI – Safari Club International – e DSC – Dallas Safari Club – continuino a mettere delle taglie sulle teste della nostra fauna selvatica. È ridicolo anche solo pensare di avere alcun diritto. La fauna selvatica di una nazione resta di proprietà del suo popolo. Altrimenti potrebbe presentarsi come un caso di privatizzazione  di tale proprietà pubblica e potrebbe costituire una grave violazione dei diritti del popolo africano. Non trova?

Siamo sulla scia di una crisi che ha colpito la nostra regione. I bracconieri hanno decimato i nostri branchi e l’Africa non è più brulicante di fauna selvatica. Lei gentile signore, è stato indotto a credere che la caccia sarà di aiuto alla conservazione in Africa.

Non è così. Oltre a gettare sulla Namibia un enorme discredito, andrà contro l’obiettivo stesso che stiamo cercando di raggiungere: la protezione e la corretta gestione delle nostre ultime risorse naturali. È, inoltre, indispensabile notare che le comunità locali africane non mangiano carne di rinoceronte. Pertanto, la prego di chiedere a Mr. Carter della DSC di smetterla di gettare vergogna sul nostro popolo e insultare la vostra intelligenza.

Inizialmente, quando Mr. Carter è stato accusato di sfruttamento della caccia, egli ha risposto che si trattava di “un supporto per la conservazione e l’anti-bracconaggio” con l’obiettivo di “una migliore formazione ed equipaggiamento dei rangers”. Mr. Knowlton, vi assicuro che questa affermazione è scortese e piuttosto offensiva. SIC e DSC hanno ridotto a questo il valore della nostra fauna selvatica? Un paio di stivali ed uniformi?

Per favore, signore, la imploro di capire davanti a cosa ci troviamo. Esattamente un anno e qualche giorno fa, il mio collega e buon amico è stato sparato dai bracconieri. Si fermò proprio dinnanzi ad un rinoceronte a cui stavano mirando. Ha preso il proiettile per il rinoceronte. Non ha chiesto la sua età, non ha chiesto se fosse capace di accoppiarsi, non ha chiesto se era maschio o femmina, bianco o nero. Ha  visto i bracconieri e un rinoceronte e ha fatto quello che sapeva di dover fare. Questa, gentile signore, è vera conservazione, tutela e protezione che garantisce la sopravvivenza dei nostri preziosi rinoceronti.

A questo punto penserà che io sia solo un’altra di quelle voci nel mucchio e sono pienamente consapevole che probabilmente non vedrà alcun valore nelle mie parole. Così voglio condividere con voi la seguente;

“In 40 anni di stretta collaborazione con il rinoceronte nero, non ho mai visto un vecchio maschio selvatico che, superato il suo periodo di accoppiamento, uccidesse le femmine e i piccoli, piuttosto, nella mia esperienza, le lotte hanno solo riguardato i maschi rivali per ragioni di accoppiamento, come è comune in altre specie.
In Africa la vecchiaia è rispettata: per estensione, non è africana ed etica la visione di non consentire ad un vecchio maschio che ha generato molti piccoli una pensione tranquilla […]. È altrettanto immorale utilizzare due pesi e misure quando si parla di bracconieri, che sparano ad un animale selvatico a scopo di lucro e sono arrestati o uccisi, o di ricchi cacciatori, che possono pagare una fortuna per il piacere di uccidere. In entrambi i casi,  il prodotto finale è la morte di un animale minacciato. Questa asta è crudele, inopportuna e da condannare.
Se la persona che ha offerto il denaro per uccidere il rinoceronte ha ancora quei contanti a disposizione, perché non donarli alla causa e lasciare in pace il povero rinoceronte? Il vecchio rinoceronte non merita un proiettile.”
Kuki Gallmann, conservatore , autore , fondatore della Fondazione Gallmann Memorial e guardiacaccia onorario.

Signore, noi che siamo sul campo non capiamo la logica di questa decisione. Per noi, ogni singolo è assolutamente fondamentale per la sopravvivenza della specie, per lo sviluppo sostenibile dell’ecosistema e, soprattutto, per il benessere e la tutela della nostra cultura e del patrimonio naturale.

Mi sembra di essere un uomo pragmatico ed è per questo che le scrivo. Ho visto le sue preoccupazioni per la famiglia e spero lei veda le nostre preoccupazioni, come ambientalisti e protettori di ciò che amiamo come noi stessi, la flora e la fauna per cui i nostri amici sono caduti nel tentativo di proteggerla (sono anche abbastanza sicuro che il mio collega avrebbe preso il proiettile anche se sull’altra estremità della pistola invece di un bracconiere ci fosse stato lei).

La caccia non è mai stata, e probabilmente non lo sarà mai, nel vero interesse del popolo o delle nazioni africane. Mi rivolgo a lei perché trascorra del tempo con noi per vedere ciò che le dico. Non è conservazione, e il governo che continua a permettere tali cacce per divertimento sulle spalle delle specie in via di estinzione dovrebbe vergognarsi. Infatti loro sanno che le nostre più grandi mandrie sono ormai andate e più si continua così, più si cadrà nell’abisso della miseria e sono sicuro, gentile signore, che lei non si desidera un destino così ferocemente spietato per noi.

Mr. Knowlton, mentre scrivo sto leggendo notizie che arrivano dalla vicina Tanzania. I bracconieri hanno ucciso un rinoceronte nero e ora ne sono rimasti solo 35 esemplari. Pensa forse che la DSC sarebbe disposta ad utilizzare i 350 mila dollari, che lei ha dato loro in buona fede, per fare un trasferimento? So che l’asta riguardava un vecchio esemplare che avesse superato la fase di accoppiamento, ma a riguardo condivido con lei le parole del Dr. Ian Redmond, ambientalista e biologo di fama mondiale. “Un vecchio maschio ha evidentemente un buon sistema immunitario e può trasportare geni che immunizzanti contro alcune epidemie che potrebbero uccidere i giovani maschi apparentemente più forti. In tali circostanze un maschio più anziano potrebbe rientrare in fase riproduttiva e trasmettere quei geni importanti.”

Parole da prendere in considerazione non crede?

I custodi della fauna selvatica e gli ambientalisti di solito non arrivano a tali dichiarazioni, Mr. Knowlton, in quanto troppo impegnati sul campo e spesso privi di accesso alle notizie dal mondo. SCI e DSC hanno sfruttato questa apparente assenza.

Lei merita una visione equilibrata sulla questione, così le sarà presto inviata una petizione, firmata da ambientalisti e ranger del maggior numero possibile di avamposti.

Nuovamente, la ringrazio per il suo tempo.

Con rispetto, cordiali saluti ,

Raabia Hawa

KWS Honorary Warden,

Fondatore, Walk With Rangers.

Testo tradotto da: blog.africageographic.com

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