Sui fondali della Namibia recuperato il tesoro della City of Cairo

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Il 6 novembre 1942 un sottomarino tedesco affondò la nave britannica City of Cairo che trasportava il tesoro rinvenuto in queste ore al largo delle coste africane.
La City of Cairo stava solcando l’Atlantico del Sud, al largo della Namibia. Il mercantile britannico da Bombay, in India, doveva raggiungere Londra aveva a bordo, tra passeggeri e membri dell’equipaggio, 302 persone, e venne attaccata da u-boot della Kriegsmarine. Fu un errore, credevano facesse parte della flotta militare di Sua Maestà. Il sottomarino risalì in superficie e il comandante nel mezzo dell’oceano nero e gelido, che lambisce la famigerata Costa degli Scheletri della Namibia – Skeleton Coast -, si limitò ad indicare ai disperati naufraghi la rotta per raggiungere l’isola di Sant’Elena, a ben 800 chilometri di distanza!
Dei 302 passeggeri già sei erano morti al momento dell’attacco del sottomarino tedesco. Altri 104 perirono prima che due mercantili incontrassero cinque delle scialuppe di salvataggio. La sesta ed ultima venne recuperata da una nave militare tedesca, ma anche questa fu oggetto di un attacco nemico. Solo due dei sopravvissuti della City of Cairo poterono alla fine trarsi in salvo.
A lungo nessuno sentì più parlare del City of Cairo. Ma quel relitto scivolato negli abissi aveva anche un carico prezioso: 2182 casse riempite di monete d’argento di proprietà del Tesoro britannico. Più di cento tonnellate di metallo prezioso che si stava rimpatriando in piena Seconda guerra mondiale.
  
Un incredibile tesoro sepolto a oltre 5mila metri di profondità negli abissi dell’Oceano Atlanticorecuperato per la quasi totalità nei giorni scorsi da un’equipe di archeologi marini franco-britannici della Deep Ocean Search, società specializzata nell’esplorazione sottomarina.
I 2182 bauli pieni d’argento, pari a 100 tonnellate, hanno un valore di oltre 50 milioni di dollari.
Per anni gli studiosi hanno tentato di localizzare inutilmente il luogo dove era avvenuto l’affondamento della City of Cairo. Solo nel 2013 grazie alle intense ricerche di John Kingsford, fondatore della Deep Ocean Search che ha cominciato a interessarsi del piroscafo britannico nel lontano 1984, finalmente il relitto della nave è stato identificato. Ci sono voluti due anni e l’uso delle più innovative tecnologie (un robot teleguidato è stato lanciato negli abissi dell’Oceano e ha immortalato le prime immagini del piroscafo affondato) per riportare alla luce il tesoro sepolto.
Un’impresa rivoluzionaria se si pensa che il Titanic, ad esempio, giace a meno 3800 metri -City of Cairo a 5150 mt- e già in quel caso le operazioni erano state estremamente difficoltose. 
Secondo quanto scrive Le Figaro, il fondatore della Deep Ocean Search avrebbe concluso un accordo con il governo britannico, originario proprietario dei beni, per la cessione di una parte del tesoro.
Ma la Namibia potrebbe avanzare qualche pretesa?

 

Comments
2 Responses to “Sui fondali della Namibia recuperato il tesoro della City of Cairo”
  1. tramedipensieri scrive:

    Non in grado di dar risposte precise solo di dire la mia opinione. Penso chela Namibia potrebbe, anzi dovrebbe avanzare qualche pretesa proprio perchè la nave si trova nelle acque prospicienti il suo territorio.

  2. paola scrive:

    Molto bene.

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