Etiopia: un nuovo acquedotto nella diocesi di Emdibir

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Acqua, salute e istruzione sono fortemente legate tra loro. Ecco un piccolo quadro della situazione di Emdibir (articolo postato il 26/03/2012) fornito dalla Solidarietà Vigolana Onlus.

Solidarietà Vigolana e Pro – Loco di Revò impegnati in un nuovo acquedotto ad Awuyatye, nel Guraghe in Etiopia. La scelta di rimanere nella stessa zona è dipesa anche dal fatto di aver trovato sul posto un partner abbastanza affidabile: il Segretariato Tecnico della Diocesi di Emdibir.

Il progetto consiste nel completamento dell’approvvigionamento di acqua potabile per il villaggio di Awuyatye, 7.500 abitanti. I lavori erano stati iniziati anni fa dall’associazione spagnola Interform Oxam in un area limitrofa: con il nostro intervento completiamo il rifornimento idrico nella zona. Sono 10 km di tubazioni, 10 fontane per la distribuzione dell’acqua ed un serbatoio di accumulo.

Il comune di di Awuyatye è uno dei dodici comuni del Gurage, la cui capitale, Emdibir, è situata a 185 km a Sud/Ovest di Addis Ababa.

La regione del Guraghe ha diverse caratteristiche sia climatiche che topografiche. La zona climatica è composta da “dega” (altipiani), “woinadega” (parte mediana) e “Kolla” (terre basse) che coprono rispettivamente il 26%, 55% e 19%; la configurazione del suolo è per il 40% da terreno roccioso e per il 60% da pianura. Le piogge annuali sono approssimativamente fra gli 800 ed i 1000 mm. concentrate nel periodo maggio/settembre.

La popolazione totale dei 12 comuni, secondo l’ufficio sviluppo acqua, è stimata essere 183.597 nel 2007. La composizione per genere della popolazione è 93.944 femmine e 89.653 maschi.

La comunità del Guraghe ha gravi problemi sia economici che sociali associati con la mancanza di un servizio di acqua potabile ed in quantità adeguata.

La principale fonte di reddito proviene dall’agricoltura di sussistenza. Il cibo prevalente prodotto nell’area è “Enset”= falso banano. Raccolti come patate, grano, piselli sono poco coltivati perché la terra è molto scarsa. L’allevamento di bestiame è anche un ulteriore fonte di reddito.
Siccome il terreno disponibile per ogni contadino non è sufficiente per il sostentamento delle loro famiglie, per la maggior parte dell’anno gli uomini vanno in altre zone e si impegnano in diverse attività di commercio minore per incrementare il loro reddito. Di conseguenza il carico delle attività domestiche cade totalmente sulle donne.

La copertura sanitaria è del 50% e il tasso di iscrizione alle scuole elementari e secondarie è rispettivamente del 72,4% e del 17%.
Le donne e i ragazzi camminano mediamente per 15 km al viaggio per andare a prendere l’acqua potabile, portandola in taniche contenenti fino a 20 litri. Per le altre necessità, raccolgono l’acqua da piccoli e intermittenti ruscelli o da stagni non protetti vicini al corso di fiumi, e dopo aver camminato per distanze considerevolmente lunghe.

Tratto da: http://www.solidarietavigolana.it/prossimo-obiettivo-realizzazione-di-un-acquedotto-il-villaggio-di-awuyatye-nella-regione-del-gurage

Comments
One Response to “Etiopia: un nuovo acquedotto nella diocesi di Emdibir”
  1. mcc43 scrive:

    oh le belle notizie, sono così rare che allargano il cuore

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