Crescono i consumi di energia, il Ghana punta anche sulle rinnovabili

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Il Governo di Accra ha avviato una serie di iniziative per fare fronte alla sfida energetica di un Paese in rapida crescita: i consumi di energia elettrica stanno aumentando del 10% all’anno, alimentati dagli impieghi civili, dal crescente livello di urbanizzazione e dal fabbisogno del settore industriale, con particolare riguardo ai comparti dell’estrazione mineraria. L’obiettivo è anche di aumentare la copertura del servizio: attualmente il 66% della popolazione ha accesso alla rete elettrica, ma nelle tre regioni del nord la percentuale scende al 30%. Entro il 2020 l’intento è di estendere il servizio a tutta la popolazione, includendo anche località isolate che potranno essere fornite attraverso sistemi indipendenti “off grid”.

In questo contesto il Governo intende accrescere il ruolo dei privati iniziando dalla produzione e in particolare dalle energie rinnovabili per le quali è previsto, entro tempi brevi, un aggiornamento delle tariffe per il conferimento in rete.

Attualmente la potenza nominale installata nel Paese ammonta a 1.960Megawatt ed è coperta per l’87% da fonti idroelettriche. E questo rappresenta un problema in quanto la potenza effettivamente disponibile (mediamente 1.400 Megawatt) è condizionata dall’andamento delle piogge e dalla situazione degli invasi. Si stima quindi che, nei prossimi anni, il Paese abbia necessità di aumentare la capacità disponibile di almeno 200MW all’anno.

Obiettivo rinnovabili. Entro la fine del mandato elettorale nel 2016, il Governo ha dichiarato che intende raggiungere 5.000MW, ma ha anche stabilito che il 10% dell’energia prodotta dovrà provenire da fonti rinnovabili complementari alla filiera idroelettrica. Quindi: fotovoltaico, eolico, biomasse e rifiuti, con l’auspicato intervento anche di capitali (e tecnologia) dall’estero. Con questo obiettivo, alla fine del 2011 il Parlamento ha approvato una nuova legge (Renewable Energy Act) che regolamenta il settore, definendo il quadro istituzionale e il sistema tariffario stabilendo anche precisi obblighi di acquisto da parte delle utilities di distribuzione dell’energia e delle grandi utenze industriali. La definizione delle tariffe per il conferimento alla rete (FIT: feed in tariff) e dei costi di allacciamento fanno capo a un organismo indipendente: la Public Utilities Regulatory Commission (PURC), che presiede sia al settore elettrico che idrico con compiti anche di tutela dei consumatori. Prevista, inoltre, la creazione di una specifica Autorithy per l’Energia Rinnovabile.

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Lo scenario inizia a muoversi: ad oggi sono state rilasciate dalla Energy Commission 15 licenze provvisorie, tutte per impianti fotovoltaici con una potenza aggregata proposta dagli ‘applicants’ che supera i 1.000 Megawatt. Sono investimenti con taglie molto diverse: minicentrali di 2 o 4 Megawatt, impianti di media potenza da 10 a 70 Megawatt e anche due progetti particolarmente impegnativi da 155 e 400 Megawatt.

Un’ulteriore area di intervento riguarda l’introduzione di combustibili lignei sostenibili ed efficienti in sostituzione dell’ utilizzo tradizionale di legna e carbone di legna per impieghi domestici (cottura, acqua calda sanitaria) che nel bilancio energetico complessivo del Paese incidono con una quota preponderante (60%).

Si aggiungono i diversi programmi di elettrificazione off-grid che godono del finanziamento di enti diversi, tra cui la Banca Mondiale: Solar Lantern Promotion, che prevede la distribuzione di 2 milioni di lampade ad alimentazione solare e Solar for ICT study and rural clinics, con cui si prevede di alimentare circa 5.000 scuole e 1.000 unità sanitarie situate in località rurali isolate.

Fonte: Diplomazia Economica Italiana – 20 novembre 2013

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