Namibia: niente più quarantena e tasso di infettività tra i più bassi ma ancora nella “lista nera” per l’Italia

Il presidente Geingob ha eliminato l’obbligo di quarantena e Covid test al quinto giorno di permanenza nel paese per gli stranieri. Sarà sufficiente presentarsi all’arrivo con un test PCR non più vecchio di 72 ore e si sarà liberi di girare liberamente in una delle nazioni con la più bassa densità abitativa al mondo.

La decisione arriva a seguito di un monitoraggio del virus di quattro settimane, che ha visto un continuo decremento dei casi, tale da portare alla fatidica soglia dell’1% i casi di mortalità sul totale dei casi di positivi. In li9nea con la campagna dell’Unione Africana, “Saving Lives, economies and livelihood”, il governo namibiano auspica una ulteriore ripresa del turismo grazie all’integrazione di queste nuove e più flessibili regole.

Una timida ricomparsa del turismo si sta già intravedendo, grazie all’eliminazione dei divieti di viaggi verso la Namibia da parte di quasi tutti i paesi europei, in primis Germania, Svizzera, Austria, Francia e Spagna. Di grande importanza è stato poter recuperare quote di mercato tedesco e svizzero, da sempre grandi frequentatori dell’ex colonia germanica.

Dall’Italia, attualmente, non è possibile spostarsi per turismo verso la Namibia, così come stabilito dal DPCM 13 ottobre 2020, che disciplina gli spostamenti da/per l’estero dal 14 ottobre al 13 novembre 2020. Il Decreto individua alcuni elenchi di Paesi, per i quali sono previste differenti limitazioni:
A – San Marino e Città del Vaticano
B – PAESI UE (tranne i Paesi negli elenchi C e D), SCHENGEN, Andorra, Principato di Monaco
C – Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna, Regno Unito
D- Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Romania, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay:
E – Resto del mondo
F – Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Kosovo, Montenegro, Colombia

E qui inizia la mia perplessità…

La Namibia, così come si ottiene in risposta anche dal questionario attivato dal sito Viaggiare Sicuri della Farnesina, rientra nella categoria E, resto del mondo. Per chi è nell’elenco E non sono consentiti spostamenti, a meno di precise motivazioni, quali: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo. È la cosiddetta Black List.

Nella sezione D, invece, c’è la lista dei buoni. Per i pochi paesi elencati sono consentiti gli spostamenti senza necessità di motivazione, quindi anche per turismo. Quindi è possibile viaggiare per piacere in Ruanda, salvo al rientro in Italia compilare un’autodichiarazione e osservare un isolamento di 14 giorni.

Come mai l’Italia, diversamente dalla Germania per esempio, ha fatto finire la Namibia nella lista nera e ha tenuto tra i virtuosi il Ruanda?
Ad oggi la Namibia ha eseguito 117.759 COVID-19 test, posizionandosi al terzo posto nel continente africano per numero di persone testate, su un totale di 2 milioni di abitanti (davvero poco abitata). Solo il Marocco e il Sudafrica hanno fatto di più e il Ruanda è al quarto posto per test.

In Namibia da marzo ad oggi ci sono stati 12.367 casi COVID-19, di cui 10.528 sono i guariti e 132 i decessi. E i numeri del contagio sono in continua diminuzione da oltre quattro settimane.

Intendiamoci, non si vuole fare polemica contro un altro paese africano per il gusto di contendersi gli scarsissimi turisti che decideranno di viaggiare in tempo di Covid, ma risulta fastidioso, anche per l’orgoglio di un paese come la Namibia che ha ben operato, essere messi in ultima fila con la medaglia di demerito.

Certamente con l’attuale impennata di casi di Coronavirus anche in Italia, poche persone avranno la voglia o la capacità economica di affrontare mete così lontane, ma è comunque giusto chiarire ed essere coerenti con i numeri. La Namibia è decisamente un luogo sicuro al momento ed è giusto darne notizia.

Forza Africa, Italia, mondo!!!

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