Riparte da Roma il dialogo Euro-Mediterraneo

Foro 5+5

Il dialogo Euro-Mediteranneo riparte da Roma, sotto la spinta propulsiva dell’Italia: a Villa Madama si è svolta il 20 febbraio la riunione del 5+5, il Foro di dialogo che raggruppa, da una parte, Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Malta e, dall’altra, Algeria, Tunisia, Marocco, Libia e Mauritania. La riunione è stata allargata, nella seconda parte della giornata, alla partecipazione di Egitto, Grecia e Turchia nel formato Foromed.

Sicurezza regionale, flussi migratori, energia, tutela dell’ambiente, sviluppo, sono temi che i capi delle diplomazie hanno affrontato, in un approccio “concreto ed operativo”, così come ha detto il ministro degli esteri Giulio Terzi, che ha presieduto insieme al ministro tunisino la riunione di dialogo “5+5”.

Per agevolare le transizioni in corso nei paesi della “Primavera araba”, secondo il titolare della Farnesina, “occorre agire in fretta con aiuti concreti e strategie a lungo termine”. In questo complesso sistema di interrelazioni, l’Italia intende giocare un ruolo di primo piano: una priorità, quella mediterranea che è un leitmotiv tradizionale della sua politica estera ma che ora ha un impulso anche maggiore.

Il foro di dialogo 5+5 tra paesi della sponda nord e sud del Mediterraneo – ha sottolineato Terzi – ora è divenuto “il dialogo dei 10”, a significare una rinnovata unità e comunità di intenti tra i paesi. Dai 10 è venuto il sostegno alle istituzioni democratiche ed al rilancio economico dell’area, al fine di accrescere le politiche di partenariato dell’Unione Europea verso la sponda Sud del Mediterraneo, perché si arrivi a un complessivo riequilibrio.

I ministri degli Esteri Giulio Terzi ed il tunisino Rafik Abdessalem

Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta a villa Madama, al termine della riunione di dialogo, il ministro Terzi si è soffermato anche sulle problematiche connesse all’immigrazione: un fenomeno – ha detto – che non riguarda più unicamente la dimensione Sud-Nord ma anche la dimensione Sud-Sud, verso cui deve muoversi il rafforzamento della partnership tra i Paesi del dialogo 5+5. Il problema delle migrazioni, ha proseguito Terzi, rappresenta una “chiave che è altrettanto rilevante per i cinque Paesi del Mediterraneo nostri partner, per risolvere i loro problemi sociali che affrontano i Paesi della sponda Sud”. “In questo senso – ha detto Terzi – c’é un partenariato sincero e molto voluto tra Paesi europei e della sponda Sud”. Terzi ha anche ribadito la necessità di rafforzare il collegamento tra le due sponde del Mediterraneo anche per venire incontro alle aspettative di crescita economica e democratica che accompagnano le “Primavere arabe”.

Temi che sono stati al centro dell’intervento del Ministro degli esteri tunisino Rafik Abdessalem. “Servono rapporti più flessibili tra le due sponde”, ha affermato il Ministro tunisino. Flessibilità che passa anche attraverso la questione dei visti, ha proseguito Abdessalem. Necessario facilitarne la concessione, soprattutto per consentire ai giovani di spostarsi e di potere accedere più facilmente agli studi universitari.

Articolo tratto da: AGE Newsletter Febbraio 2012 edito dall’Associazione Giornalisti Europei – AGE

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