Ebola…un altro modo per trattare l’Africa da infetta

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Ora si spiegano molte cose. Ora capisco perché gente impaurita mi ha contattato chiedendomi se fosse possibile viaggiare in Africa a causa dell’ebola. Dopo un lungo periodo di permanenza in Namibia, sono tornata in Italia e per riconnettermi col mondo e con il paese ho acceso la tv. Pochi istanti dopo la giornalista del telegiornale annunciava: “epidemia di ebola in Africa”. A sentire quelle parole mi si è raggelato il sangue nelle vene e suppongo che accada lo stesso a chiunque abbia in mente di fare un viaggio nel continente.
Le informazioni sono confuse e superficiali. Parlano di un intero continente con ben 54 stati come se si trattasse di un’unica regione. È come se si diffondesse una notizia “ondata di gelo in Europa” per un evento relativo ad una zona della Russia. Ci sono delle dovute distinzioni da fare.
L’ebola è un virus pericoloso, questo è un fatto. Però bisogna dire che è un virus presente solo nella zona dell’Africa Occidentale, in particolare le comunicazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità informano che i Paesi dell’Africa occidentale affetti dall’epidemia di Malattia da virus Ebola sono, al momento:
Trasmissione diffusa e intensa (16 settembre 2014)
  • Guinea (Conakry)
  • Liberia
  • Sierra Leone
Caso iniziale e trasmissione localizzata (16 settembre 2014)
  • Nigeria
  • Senegal
Al 16 settembre 2014, sono stati notificati, dai Ministeri della Salute della Guinea, Liberia e Sierra Leone 4.963 casi (probabili, confermati e sospetti) e 2.453 decessi del focolaio di malattia da virus Ebola. In Nigeria, ci sono stati 21 casi e 8 decessi.
In Senegal, un caso è stato confermato e non ci sono stati decessi o ulteriori casi sospetti di Ebola.
Il 26 agosto, è stato notificato anche un focolaio probabilmente non correlato con l’epidemia negli altri paesi africani, con 20 casi sospetti di cui 13 decessi nella Repubblica democratica del Congo.
Inoltre, anche entro i confini del continente africano si sono istituiti controlli severi e attenti alle frontiere. In Botswana, e probabilmente la regola verrà applicata anche in altri stati africani, è fatto divieto di accesso per coloro che provengono da paesi affetti da ebola.
Ciò per amore della verità e di un continente che non merita la messa al bando per colpa di un’informazione ignorante e superficiale. Nelle pieghe di queste informazioni scorrette, oltre che non corrette, si nasconde il vero razzismo per un popolo africano che viene trattato come infetto, quindi da tagliar fuori dal resto del mondo.
Rendiamo giustizia all’Africa, diamo informazioni precise!
Comments
8 Responses to “Ebola…un altro modo per trattare l’Africa da infetta”
  1. mcc43 scrive:

    Molto bene, lo diffondo, non se ne può di questa fabbrica di ansie che parla solo di casi scoperti e di decessi come se fosse una malattia sempre mortale. E più che giusto quello che scrivi a proposito dell’Africa sui media

  2. mcc43 scrive:

    Ciao, tanto per alleggerire.. Ho trovato un articolo da un blog del Mali che mi è piaciuto tanto e l’ho rebloggato…
    http://mcc43.wordpress.com/2014/10/12/donne-mali-africa-cammino-torrente/

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