RABAT PUNTA SUL CUOIO CON 40 PROGETTI AL 2020

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Il piano di accelerazione industriale del Marocco punta a favorire la crescita economica e a promuovere il settore del cuoio attraverso 40 progetti di investimento che, entro il 2020, potrebbero generare 500mila nuovi posti di lavoro e incrementare il volume d’affari di 690 milioni.

A partire dagli anni ’80 il Governo del Marocco ha adottato una politica economica e finanziaria caratterizzata dal consolidamento del sistema commerciale e orientata all’integrazione dell’economia nazionale con il mercato globale. Negli ultimi anni, il Paese ha raggiunto traguardi significativi con l’obiettivo primario di proseguire sulla strada della crescita economica e del miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. Tra le riforme già intraprese spiccano la semplificazione delle procedure per il commercio estero, la riduzione delle tariffe doganali, il miglioramento del business environment e la diversificazione degli investimenti.

In questa direzione si colloca il piano di accelerazione industriale 2014-2020 che punta a incrementare il ritmo di crescita dell’industria marocchina e a consolidare le relazioni esistenti tra grandi imprese e PMI locali, anche attraverso il fondo di sviluppo industriale del valore di 20 miliardi di dirham (circa 2 miliardi di euro) creato dal Governo. Secondo le previsioni il nuovo programma dovrebbe generare 500mila nuovi posti di lavoro e incrementare il peso dell’industria sul Pil passando dal 14% attuale al 23% nel 2020.

L’obiettivo primario è quello di approfondire la partnership con le altre economie africane e rendere il Paese una destinazione attraente per gli investitori internazionali vista la posizione strategica del Marocco, ponte tra America, Europa, Africa e Medio Oriente. Nello scorso mese di febbraio, il Ministero dell’Industria marocchino ha lanciato il piano di accelerazione industriale per promuovere il settore del cuoio. Il comparto vanta infatti una tradizione storica in Marocco: comprende oltre 3.000 imprese, occupa più di 21mila persone, genera un valore aggiunto di 815 milioni di dirham (circa 75 milioni di euro) e un volume d’affari annuo di 4,7 miliardi di dirham (pari a 460 milioni di euro). Secondo quanto ha affermato il Ministro dell’Industria, Moulay Hafid Elalamy, la filiera del cuoio ha enormi potenzialità che saranno sviluppate attraverso l’avvio – entro il 2020 – di 40 nuovi progetti di investimento che permetteranno di realizzare un ulteriore volume d’affari di 7,5 miliardi di dirham (circa 690 milioni di euro), un aumento del valore aggiunto di 2,7 miliardi di dirham (250 milioni di euro) e una crescita delle esportazioni pari a 5,5 miliardi di dirham (500 milioni di euro).

Inoltre, per quanto riguarda l’occupazione, entro fine piano il Governo punta a raggiungere i 35.000 addetti suddivisi tra ingegneri (620), tecnici (2.465) e operatori semplici (31.910). Il programma di accelerazione industriale prevede anche una serie di misure di accompagnamento che includono un forte sostegno finanziario – tramite il fondo di sviluppo industriale che mira a fornire fino al 30% del fabbisogno di investimento globale – e un migliore accesso alla proprietà fondiaria (verranno destinati 96,7 ettari aggiuntivi al settore del cuoio: 45,7 per la produzione di calzature, 6,7 per l’abbigliamento e 44,3 per la concia delle pelli).

Il Governo ha poi previsto un piano di formazione delle risorse umane, in collaborazione con gli istituti di formazione professionale, e una serie di misure specifiche per ciascun comparto – soprattutto calzature e abbigliamento – attraverso la definizione di contratti di outsourcing per grandi produttori internazionali. Per quanto riguarda la lavorazione delle pelli, l’obiettivo del piano è quello di realizzare una borsa-valori e un distretto del cuoio a Fes mentre procede l’impegno del Governo per creare un’area industriale dedicata all’industria delle calzature nella zona industriale di Sidi Bernoussi a Casablanca. La Federazione nazionale delle industrie del cuoio, inoltre, sta lavorando a un piano per sviluppare – in diverse aree del Paese – una serie di cluster che riuniscano industrie manifatturiere e aziende specializzate nella concia della pelle.

Fonte: Diplomazia Economica Italiana

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