ASMARA PUNTA SULL’ENERGIA CON UN PIANO DA 175 MLN EURO

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Il Governo dell’Eritrea ha firmato con l’UE il National Indicative Program, un programma di sviluppo nazionale che punta a sviluppare il settore energetico, favorire lo sviluppo socio-economico, creare nuovi posti di lavoro e modernizzare la governance finanziaria.

Il Governo dell’Eritrea ha avviato, a fine 2015, un processo di ristrutturazione dell’economia nazionale che punta allo sviluppo interno e al rafforzamento della cooperazione bilaterale con attori internazionali e con l’Ue, istituzione partner del Paese dall’anno dell’indipendenza (1991). In questo contesto il Ministro eritreo per lo Sviluppo Nazionale, Giorgis Teklemichael, e il capo della delegazione Ue, Christian Manahl, nello scorso mese di gennaio, hanno firmato ad Asmara il ‘National Indicative Program (Nip)’ al 2020. L’accordo di cooperazione tra Governo eritreo e UE – con l’assistenza dell’11esimo fondo europeo di sviluppo – prevede finanziamenti per 200 milioni di euro e definisce le linee guida che l’Eritrea dovrà seguire nei prossimi 5 anni per proseguire sulla strada dello sviluppo socio-economico.

In linea con gli obiettivi comunitari di riduzione della povertà globale e con la politica europea sul cambiamento climatico, il programma si pone infatti l’obiettivo di supportare gli sforzi del Paese volti ad aumentare la produttività, attrarre maggiori investimenti internazionali, creare nuovi posti di lavoro qualificati e ben retribuiti e ridurre l’emigrazione irregolare dei giovani eritrei. Il piano prevede 175 milioni di euro (dei 200 complessivi) da destinare al settore energetico, attraverso lo sviluppo e la diffusione delle energie rinnovabili – solare, eolica e geotermica – e il rifacimento della rete elettrica nazionale con il doppio obiettivo di garantire efficienza energetica e sostenibilità. Nel dettaglio, 75 milioni finanzieranno il rilancio e l’espansione dell’interconnected system – la rete elettrica che collega il porto di Massawa con le principali città eritree -, 60 mln saranno invece destinati all’installazione di impianti fotovoltaici ed eolici che forniranno elettricità a comunità agricole, villaggi di pescatori, PMI locali e istituzioni pubbliche di natura sociale (scuole, municipi e presidi sanitari). Inoltre, 20 milioni saranno necessari per la riattivazione della rete di distribuzione energetica delle città di Asmara e Massawa – sottoposta a frequenti guasti – e verranno stanziati 8 milioni per lo studio e l’esplorazione delle potenzialità geotermiche del sito di Alid, a nord del Paese.

Investimenti per 12 milioni riguarderanno poi settori più specifici con gli obiettivi di aumentare la capacità di stoccaggio e distribuzione di gas naturale e di introdurre nuove tecnologie per il risparmio dell’energia e il riciclo di materiale fotovoltaico.

Infine, il programma prevede investimenti per 20 milioni nel settore della governance e delle finanze pubbliche con l’obiettivo di modernizzare il sistema economico e finanziario e anche 5 milioni euro da utilizzare per interventi di assistenza tecnica.

I primi bandi di gara per la partecipazione ai vari progetti, dovrebbero essere pubblicati dopo l’estate e potrebbero offrire interessanti opportunità alle aziende italiane che operano nei settori indicati. Il Nip sottolinea in particolare l’importanza degli investimenti nel settore delle energie rinnovabili e i benefici che potrebbero apportare alla società eritrea a livello economico, sociale e occupazionale. L’accesso all’energia elettrica è uno dei problemi principali per un Paese in cui soltanto il 23% della popolazione è stanziata nei centri urbani e le comunità rurali vivono in luoghi remoti e isolate dalla rete infrastrutturale. Il consumo elettrico per capita in Eritrea è infatti molto basso (60 kWh/anno) se comparato alla media di 500 kWh/ anno registrata dagli altri Stati africani.

Il Paese fino a oggi è stato completamente dipendente dai combustibili fossili – costosi e inquinanti – per la produzione di energia ma esistono enormi potenzialità per quanto riguarda lo sfruttamento delle fonti rinnovabili, in quanto soprattutto alcune regioni nella zona degli altipiani, godono di circa 300 giorni di sole all’anno e aprono così ampie prospettive all’utilizzo dell’energia solare. In generale, gli investimenti in programma in ambito energetico avranno ripercussioni positive per molteplici settori (agricolo, della pesca e manifatturiero) e favoriranno l’inclusione economica e sociale anche alle comunità rurali, che potranno contare su scuole e ospedali efficienti.

Fonte: Diplomazia Economica Italiana

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