IL SUD AFRICA LANCIA LA SFIDA CON UN AEROPORTO GREEN

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Tra gli obiettivi primari del Governo spicca il raggiungimento dell’indipendenza energetica attraverso un programma nazionale di sviluppo delle energie rinnovabili e la costruzione di 6 centrali nucleari per la produzione di 6,9 Gw di energia atomica.

Dal 15 al 19 febbraio scorsi Johannesburg ha ospitato l’ottava edizione della fiera Africa Energy Indaba – l’unica del continente africano organizzata con il supporto del World Energy Council – dal tema ‘Energy: the key driver for Africa’s economic growth’. All’evento hanno partecipato circa mille esponenti del settore, Ministri dell’Energia di vari Paesi africani e oltre 50 esperti mondiali, che hanno assistito a workshop e dibattiti sul futuro dell’energia nel continente. Secondo quanto è emerso dalla fiera, il settore energetico in Sud Africa sta attraversando una fase di netto miglioramento e le criticità riscontrate a partire dalla seconda metà del 2014 sono ormai rientrate.

Il ‘Nine Points Plan’, lanciato dal Governo a inizio 2015 con l’obiettivo di risolvere i problemi energetici del Paese e promuovere l’utilizzo di fonti rinnovabili, sta ottenendo i risultati sperati. Da agosto dello scorso anno Eskom – l’impresa statale che genera il 95% dell’elettricità del Paese e il 45% dell’energia usata in Africanon ha più dovuto fare ricorso ai cosiddetti ‘load shedding’, le interruzioni programmate di elettricità che erano ormai diventate routine nel Paese. Il Governo ha infatti stanziato 83 miliardi di rand (circa 4,8 miliardi di euro) in favore della Eskom per interventi di manutenzione delle centrali elettriche e per l’accelerazione dei progetti più urgenti in corso di realizzazione, come le centrali a carbone di Medupi e Kusile. Inoltre, è stato ripristinato l’impianto di Duvha (con una capacità complessiva di 3.600 Mw) e sono previsti ulteriori investimenti pubblici per oltre 180 miliardi di rand (10 miliardi di euro) entro tre anni.

Nonostante gli ultimi progressi però, i problemi energetici persistono: il Sud Africa infatti – per problemi di manutenzione – può utilizzare solo tra i 28 e i 35 Gw di elettricità rispetto ai 48 Gw complessivi di capacità installata. Secondo le previsioni, inoltre, per ripristinare la piena disponibilità della potenza complessiva saranno necessari ulteriori 30 mesi.

Per quanto riguarda il programma nazionale di sviluppo delle energie rinnovabili (Renewable Energy Indipendent Power Producer Program, Reippp), lanciato dal Governo nel 2010 con l’obiettivo di raggiungere il 42% del fabbisogno energetico da fonti rinnovabili entro il 2030, sono stati attratti finora 194 miliardi di rand (circa 11 miliardi di euro) con 1,5 Gw già agganciati alla rete. Il programma verrà esteso anche agli impianti di cogenerazione e ai progetti energetici per lo sfruttamento di carbone e gas naturale, settore per cui sono previsti investimenti pubblici pari a 64 miliardi di rand (3,7 miliardi di euro) nei prossimi 4/5 anni.

Inoltre, i lavori per la centrale idroelettrica di Ingula (nella provincia di KwaZulu-Natal), del valore complessivo di 913 milioni di euro e alla cui costruzione hanno partecipato Salini Impregilo e Cmc, sono stati quasi ultimati. L’impianto della capacità di 1.100 Mw è già entrato nella fase di finiture e collaudo e l’inaugurazione è prevista per la seconda metà del 2016. Nel medio termine, infatti, l’obiettivo del Governo è quello di aggiungere 16 Gw alla rete nazionale grazie anche all’energia idroelettrica (40.000 Mw) che verrà prodotta dalla Grand Inga Dam, nella Repubblica Democratica del Congo, e la cui costruzione inizierà nel 2017.

A dimostrazione dei progressi del Paese nel settore delle rinnovabili, nelle scorse settimane è stato aperto il ‘George Airport’, il primo aeroporto alimentato a energia solare, nella provincia di Western Cape. La struttura avrà una capacità di 600mila passeggeri all’anno e l’energia solare contribuirà, nella fase iniziale, al 40% del fabbisogno della struttura per poi salire al 100% in una seconda fase.

Nel lungo termine, inoltre, il Paese punta a intraprendere la strada del nucleare: alla fine dello scorso anno, il Ministero dell’Energia ha approvato il Nuclear Procurement Program con l’obiettivo di costruire 6 centrali per 6,9 Gw di energia atomica, a un costo stimato di 50 miliardi di dollari, ed entro la fine dell’anno intende avviare il processo di assegnazione dei progetti. Cina, Stati Uniti, Corea del Sud, Russia, Francia, Giappone e Canada hanno già manifestato interesse a presentare le proposte.

Fonte: Diplomazia Economica Italiana

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